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Referendum in Italia: “Trionfano la partecipazione e la democrazia!”
Il 12 e 13 giugno oltre 27 milioni di italiani (il 57%) si sono recati alle urne e oltre il 95% ha affermato, con il proprio voto, un netto No al nucleare, No al legittimo impedimento e No alla privatizzazione dell’acqua.
Il raggiungimento del quorum e la vittoria per il SI’ ai referendum popolari rappresentano un risultato straordinario. Nonostante i tentativi di boicottaggio e l’invito a disertare le urne giunto da esponenti di primo rango del centrodestra (PDL e Lega), da Berlusconi a Bossi, i cittadini hanno dato un chiarissimo segnale che rappresenta una netta bocciatura del governo, delle sue politiche neoliberiste e del suo Premier. Dannose sono state giudicate le politiche regionali del Presidente astensionista di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sull’acqua e le privatizzazioni striscianti che hanno moltiplicato sperperi, società e poltrone.
Noi, che da tempo ci battiamo per la difesa dei beni comuni, per l’ambiente e per la tutela della salute dei cittadini, non possiamo che esprimere la nostra gioia per i risultati usciti oggi dalle urne.Un trionfo della partecipazione e della democrazia. Le elettrici e gli elettori hanno dato un segnale chiaro: l’acqua deve restare pubblica. Con il loro voto gli italiani hanno dato un forte segnale in difesa della gestione pubblica, partecipativa e trasparente dell’acqua anche all’Europa. L’Italia si schiera nettamente al fianco di quelle associazioni e realtà europee che si battono per la difesa dei beni comuni.
Associazioni come “Acqua Pubblica Europea (APE)” – associazione europea degli operatori di acqua pubblica con sede a Bruxelles – che si era espressa con un ordine del giorno, votato all’unanimità dall’Assemblea Generale a Grenoble il 26 maggio scorso, nel quale si esprimeva pieno sostegno ai movimenti promotori del referendum contro la privatizzazione del ciclo dell'acqua in Italia.
Contact : Massimo Gatti, Consigliere di AMIACQUE S.r.l., membro di Aqua Publica Europea.
Résumé en français : 12-13 Juin, plus de 27 millions d’italiens (57%) sont allés aux urnes et plus de 95% ont dit par leur vote, un non clair à la privatisation de l’eau. Les Italiens ont envoyé un signal fort dans la défense de la gestion publique de l'eau : gestion participative et transparente pour l'Europe Le quorum et la victoire du OUI aux référendums populaires représentent une réalisation remarquable. Malgré les tentatives de boycott et une invitation à boycotter les élections venaient de membres de premier rang du centre (Ligue et PDL), de Silvio Berlusconi Bossi, les citoyens ont donné un signal clair qui représente un rejet clair du gouvernement, ses politiques néo-libérales et son premier ministre. Nous ne pouvons qu'exprimer notre joie pour les résultats publiés. L'Italie se range clairement du côté des associations et réalités européennes qui luttent pour la défense des biens communs. Aqua Publica Europea a aussi voté à l'unanimité, en Assemblée générale à Grenoble du 26 mai, une résolution dans laquelle elle exprimait son plein appui aux promoteurs du mouvement référendum contre la privatisation du cycle de l'eau en Italie.
Contact : Massimo Gatti, Amiacque, membre du Conseil d’Administration d’APE.
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